´La droga proibita č libera nella Capitale´, fainotizia

La droga proibita è libera nella Capitale

+ audiovideo aRoma di canna,
de F. Midolo & A. Ossino, 25´40´´
-trailer de 4´57´´

“Cercà Maria pe’ Roma” è come andare alla ricerca di un gatto al Colosseo, tutti sanno dov’è, perché perfettamente integrata nella Capitale.
Acquistare marijuana a Roma, infatti, non implica cimentarsi in una vana avventura, come reciterebbe un’accezione del proverbio, bensì comporta l’arrischiarsi nel territorio dell’illegalità consapevoli di riuscire, con ottime probabilità, nell’intento.

E’ questo ciò che emerge dall’inchiesta di Fai Notizia realizzata da Francesco Midolo e Andrea Ossino.  
Sono proprio le voci delle istituzioni capitoline, quelle di Dario Marcucci, presidente del municipio III, Giammarco Palmieri, Presidente del Municipio VI, Roberto Mastrantonio, presidente Muncipio, a spiegare dove si può trovare con facilità la droga a Roma.
Il commercio dello stupefacente è gestito dal mercato nero, quindi oltre alle conseguenze previste dalla legge, che spesso confonde il consumo per spaccio, il consumatore abituale di cannabis è esposto ai pericoli della criminalità.
A causa dell’insufficienza di risorse economiche destinate alle forze dell’ordine, quartieri storici come San Lorenzo, sotto il profilo della sicurezza sono diventati ingestibili.
I fondi mancano anche per i detenuti tossicodipendenti, che pur potendo richiedere di scontare la pena in comunità di recupero grazie all’articolo 94, non vedranno mai realizzato un loro diritto.
Le mafie invece, secondo un rapporto di Sos Impresa, ne fanno un business guadagnando 60 miliardi di euro l’’anno.
Dopo un secolo di politiche proibizioniste, ci si interroga a livello mondiale quali siano gli effettivi benefici apportati. E se la via giusta da intraprendere fosse quella della legalizzazione? Quanto incasserebbe lo Stato? E Quanto ci costa proibire?

Tra le altre opinioni raccolte dagli autori ci sono quelle del Sen. Carlo Giovanardi, ex sottosegretario con delega al Contrasto delle Tossicodipendenze, Alessandro Gerardi, consulente della deputata del Partito Radicale Rita Bernardini, Marco Perduca, senatore del Partito Radicale, Massimo Canu, Direttore Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, dottoressa Roberta Pacifici, Dirigente Istituto superiore della Sanità.
Le musiche sono di Rocco De Rosa, Colle der Fomento, Izio Sklero feat Aban.

GUARDA IL TRAILER

PER APPROFONDIRE

Il proibizionismo costa 10 miliardi l´anno, 2200 euro a consumatore
Con la legalizzazione lo stato risparmierebbe 2 miliardi e ne incasserebbe 8

Nel 2009 l´Università di Roma “La Sapienza” ha pubblicato uno studio sul costo fiscale del proibizionismo. La domanda era: quanto risparmierebbe lo stato se seguisse politiche volte a legalizzare le droghe? Le conclusioni hanno evidenziato che lo stato non solo risparmierebbe denaro pubblico ma che avrebbe anche cospicui introiti.

In Italia ci sono infatti alcuni milioni di consumatori di droghe. Generalmente sono classificati come occasionali, regolari o problematici. Tolte le prime due categorie, l´ultima, quella dei consumatori problematici, pur costituendo una minoranza di mezzo milione di persone, è fonte di grandi spese in termini di sanità e giustizia. Se pensiamo che nelle carceri italiane circa un terzo dei detenuti è tossicodipendente, il risparmio nel non tenere più in prigione queste persone sarebbe alto. A questo proposito uno studio italiano di "Illicit Drug Market" sottolinea come “La spesa per l’applicazione della giustizia è poco meno di 3 miliardi di euro l’anno, se dovessimo mettere a disposizione borse lavoro (tanto per ipotizzare uno strumento esistente) fino a 45.000 euro ai 20.000 tossicodipendenti oggi presenti in carcere, già potremo conseguire un risparmio considerando che la spesa per la detenzione di ciascun detenuto è sicuramente superiore”. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, il consumo di sostanze stupefacenti ha rappresentato un costo economico diretto di 1,7 miliardi di euro nel 2006 e di circa 1,8 nel 2007.

Per tornare al costo fiscale del proibizionismo, lo studio della Sapienza ha ipotizzato che nel quinquennio 2000-2005 lo stato avesse esteso la regolamentazione fiscale dei tabacchi anche alle droghe non legali per vedere quale fosse il costo del proibizionismo, inteso come la somma del costo degli sforzi per la repressione e del mancato introito di tasse non riscosse.

Il risultato dell´ananlisi è stato sorprendente: lo stato avrebbe riparmiato circa due miliardi l´anno e ne avrebbe incassati 8. Un totale di 10 miliardi l´anno, una media di 2200 euro a tossicodipendente. In quei cinque anni dunque il costo di politiche probizioniste sarebbe stato di sessanta miliardi.

Studi analoghi sono stati effettuati In Inghilterra, negli Stati Uniti ein Francia dove recentemente il professore  Pierre Kopp della Sorbona di Parigi ha effettuato uno studio analogo a quello italiano. In conclusione sostiene che se lo stato legalizzazze solo la cannabis a 5,5 euro al grammo, l´incasso fiscale sarebbe di un miliardo l´anno e il risparmio di 300 milioni ("fermi di polizia, al funzionamento dei tribunali e all´esecuzione delle pene"). In modo analogo uno studio analogo del Cato Institute ha quantificato in 41, 3 miliardi di dollari il risparmio di un eventuale legalizzazione delle droghe in America.

Ma già nel marzo 2009 l´Economist in un lungo articolo-analisi intitolato “Come fermare la guerra alle droghe: il proibizionismo ha fallito, la legalizzazione è il male minore” sosteneva apertamente che la centenaria lotta alle sostanze stupefacenti è stata un fallimento. Le organizzazioni criminali gudagnano 360 miliardi di dollari l´anno e gli stati perdono soldi in una lotta inutile. In sintesi le droghe andrebbero legalizzate se non per un principio liberale, almeno per un risparmio di risorse.

Un´ultima considerazione: nel 2009 secondo uno studio dell´Agenzia capitolina per le tossicodipendenze i consumatori di droga a Roma erano 30mila. In italia i consumatori sono, secondo il Libro bianco della Commissione di studio sul mercato illegale delle droghe, 4,5 milioni. Seguendo lo Studio della Sapienza se lo stato legalizzasse le droghe avrebbe un risparmio di 10 miliardi di euro l´anno. Fatte le debite proporzioni questo risparmio a Roma potrebbe ammontare a circa 6,5 milioni di euro l´anno.