ruta ártica china

BOLLETTINO IMPERIALE Le notizie geopolitiche più rilevanti del mese attorno alla Belt and Road Initiative. Tra queste, il libro bianco per la rotta polare, WeChat Pay in Italia e un nuovo tribunale per la risoluzione delle dispute. [ultimo aggiornamento 31/1/2018]

Il Bollettino Imperiale è l’osservatorio settimanale di Limes dedicato all’analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su Facebook e Twitter.


Da questo mese introduciamo nella rassegna un “indicatore geopolitico”, ovvero un dato con una particolare rilevanza per la Cina e le nuove vie della seta.


INDICATORE GEOPOLITICO: 3.673

La rotta ferroviaria tra Cina ed Europa è stata percorsa 3.673 volte nel 2017, più di quelle dei sei anni precedenti messi insieme. L’incremento rispetto al 2016 è stato pari al 116%. Il percorso ha toccato 36 città in 13 paesi del Vecchio Continente.


Perché è importante: Il dato conferma l’impegno della Repubblica Popolare nel consolidare la rete di trasporti che la lega al resto del continente euroasiatico e in particolare all’Ue, principale partner commerciale cinese. Questa dinamica non significa solo che i flussi delle merci made in China verso l’Europa aumenteranno, ma che i paesi del Vecchio Continente hanno l’opportunità di incrementare gli investimenti e le esportazioni verso l’Impero del Centro.


LA VIA DELLA SETA POLARE

Pechino ha gettato le basi per sviluppare la “via della seta polare”. Ciò emerge dal nuovo libro bianco sulla “politica della Cina per l’Artico”, pubblicato lo scorso 26 gennaio dall’ufficio per l’informazione del Consiglio di Stato cinese. Il testo incardina ufficialmente la regione nella cornice della Bri, ma la sostanza del testo era già stata espressa nella “Visione per la cooperazione marittima nella Belt and road initiative” dello scorso giugno 2017. Gli interessi di Pechino per l’Artico sono legati non solo allo sviluppo di una nuova rotta commerciale, ma anche alla cospicua presenza di risorse energetiche, minerari e ittiche.

In futuro, la rotta marittima passante per il Polo Nord dovrebbe permettere alle navi della Repubblica Popolare di accorciare i tempi di percorrenza rispetto a quella passante per lo Stretto di Malacca, l’Oceano Indiano e il Canale di Suez, vulnerabili a potenziali embargo marittimi degli Usa.

Due fattori ostacolano lo sviluppo di questo percorso. Primo, la rotta è praticabile solo tra luglio e novembre, quando la temperatura è più alta. Secondo, le navi cinesi dovrebbero solcare per un lungo tratto le acque a ridosso della costa russa. Ciò rende la rotta dipendente dall’autorizzazione di Mosca. Il Cremlino è ampiamente coinvolto nello sviluppo della Bri, ma non vede di buon occhio le aspirazioni imperiali del Dragone. La competizione sino-russa in Asia-Centrale è in tal senso un caso di studio. Per queste ragioni, la via della seta polare potrebbe diventare una rotta alternativa, ma non la principale nella cornice della Bri.

Carta di Laura Canali - 2009

Carta di Laura Canali – 2009