huelga de hambre del director de cine Panahi, secuestrado por su Gobierno

Jafar Panahi no llegó a Cannes. No pudo. Está detenido en Irán. Y su lugar lo ocuparon una silla vacía, un dedo acusador y las lágrimas de Juliette Binoche. Todo a la vez. La silla fue la que no pudo ocupar el director iraní como jurado del certamen, al que oficialmente fue invitado. Al parecer, por conversar con la oposición política al régimen de Mahmud Ahmadineyad y preparar una película subversiva. El dedo acusador lo levantó su compatriota Abbas Kiarostami, en la presentación de Copia certificada, solidarizándose con el cineasta detenido. Y las lágrimas saltaron espontáneamente de los ojos de Juliette Binoche cuando Kiarostami, a su lado, leyó una carta de Panahi, en la que anunciaba una huelga de hambre indefinida. Para avergonzar a las autoridades iraníes y dar a conocer su situación. 24-V-10, S. Llopart, lavanguardia

25 maggio 2010, handsoffcain newsletter: EŽ stato rilasciato in Iran il regista Jafar Panahi, detenuto dal marzo scorso nel carcere di Evin, a Teheran. Il cineasta, che dieci giorni fa aveva iniziato lo sciopero della fame, è stato rimesso in libertà dopo il pagamento di una cauzione di circa 200 mila euro.
La notizia, data dal procuratore della capitale iraniana allŽagenzia di stampa Fars, è stata confermata dalla moglie del vincitore del Leone dŽOro a Venezia nel 2000. "Sta bene - ha detto la signora Tahereh Saeedi - lo stiamo portando dal medico".
Non è chiaro quali siano le accuse mosse a Panahi, anche se i casi trattati dai tribunali rivoluzionari riguardano in genere aspetti legati alla sicurezza.
Un funzionario governativo iraniano ha detto che la detenzione di Panahi non è di natura politica e che il regista è sospettato di aver commesso non specificati “reati”.
Panahi, 49 anni, uno dei simboli del dissenso contro il governo del presidente Mahmoud Ahmadinejad, era stato arrestato nella sua casa di Teheran il 2 marzo scorso insieme ad altre 16 persone, tra le quali la moglie e la figlia.
Molti furono successivamente rilasciati, mentre il regista fu accusato dal ministro della Cultura Mohamma Hosseini di aver girato un film "anti-regime" in cui raccontava le proteste scoppiate nel Paese dopo la rielezione di Ahmadinejad.
Panahi avrebbe dovuto partecipare come giurato al Festival di Cannes. E dalla Croisette è arrivato uno dei tanti appelli alla sua liberazione: a lanciarlo è stata lŽattrice francese Juliette Binoche.