aborto: por un registro de los objetores en la Sanidad Pública

• Dichiarazione di Carmen Sorrentino e Josè De Falco, membri di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni

L’Associazione Coscioni chiede che in Italia si istituisca quanto prima un registro degli obiettori di coscienza che si rifiutano di praticare l’aborto nelle strutture ospedaliere pubbliche. Anche su questo, ancora una volta possiamo guardare alla Spagna di Zapatero, infatti ci giunge da El Paìs la notizia che il governo appena nominato creerà un registro degli obiettori per rendere compatibile il diritto ad abortire con quello ad obiettare. Per la legge spagnola l'aborto non è un diritto, ma viene consentito dietro parere medico in alcuni casi. Nelle cliniche private in Spagna gli aborti sono praticati con frequenza, mentre in alcune regioni, come Murcia, Navarra e Castilla-La Mancha nessun centro pubblico pratica aborti: una situazione eterogenea che secondo il noto quotidiano spagnolo è dovuto a questioni emotive. In Italia è noto che un’altissima percentuale di obiettori di fatto compromette l’effettiva applicazione della legge 194. Ed è stato più volte documentato come l’obiezione di coscienza venga spesso opposta oltre che per convincimenti personali anche per interessi diversi. Per questo motivo l’Associazione Coscioni ritiene opportuno dare alla donna la possibilità di evitare di rivolgersi a strutture dove le sarebbe impedito di esercitare il proprio diritto ad abortire nei tempi previsti dalla legge. Pertanto l’Associazione Coscioni chiede al ministro della Salute in carica e futuro di istituire quanto prima un registro dei cosiddetti obiettori di coscienza.

22-IV-08, notizieradicali